I MIEI LETTORI

giovedì 20 luglio 2017

La casa viola. Undicesimo capitolo

Eccoci all'undicesimo capitolo di questa storia.
Vi confesso che, come faccio sempre prima di scrivere un nuovo capitolo, ho riletto tutto ciò che ho scritto finora e l'ho trovato stracolmo di errori e di contenuti da sistemare.
Ho avuto voglio di piantare tutto lì e di smetterla di tediarvi con questo mio scritto.
Ma in fondo era ovvio che capitasse: questa è la prima stesura , quella che poi andrà rivista e corretta. E quindi vado avanti, da buona testa dura quale sono. Arriviamo alla fine della storia tra Claudia e Alessandro.
E' giusto, dobbiamo vedere quel che succederà tra loro : al resto penserò dopo.

Al solito vi lascio i link dei capitoli precedenti .

CAPITOLO PRIMO










Non mi resta che augurarvi buona lettura 


Capitolo 11


Claudia adorava correre lungo il sentiero tra le foglie che cominciavano a staccarsi dagli alberi inventando tappeti soffici e odorosi.

Arrivata all'altezza della casa viola si fermò sotto un grande albero a stirare i muscoli , come sempre.

Ma non era un giorno come gli altri quello. Ora la casa era viva. Aveva un'identità e se ne percepiva la vivacità anche attraverso le finestre chiuse e ancora assonnate.

Sicuramente tutti stavano dormendo, pensò Claudia riprendendo la sua corsa e salutando Luna che le stava abbaiando aldilà del recinto.

Non ti ricordavo tanto atletica”

Claudia frenò di colpo e poggiandosi con le mani sulle ginocchia attese che il fiato ritornasse alla normalità prima di parlare

Mi hai fatto prendere uno spavento”

Sono diventato così brutto ?” Alessandro fece una smorfia fingendosi offeso.

Aveva i capelli lunghi e scompigliati come da ragazzo.

Claudia gli sistemò una ciocca sulla fronte con un gesto ed una tenerezza propri degli anni che li avevano visti innamorati .

Alessandro l'aveva aspettata alla fine del ponticello che univa il canale alla sponda sulla quale sorgeva la sua casa.

Ti faccio compagnia , se vuoi”

Se ce la fai a starmi dietro” lo schernì la donna riprendendo a correre .

Quando l'uomo la raggiunse , trovò Claudia seduta sull'erba , vicino alla riva, lo sguardo perso all'orizzonte , una linea curva di dolci colline talmente ricoperte di vegetazione da sembrare soffici , come cuscini.

Si sedette accanto a lei, restando in silenzio .

Il sole iniziava ad alzarsi e a scaldare l'aria. I pioppi facevano tintinnare le loro foglie solleticate dal venticello fresco della mattina.

Un pesce saltò fuori dall'acqua per rituffarsi subito nelle profondità del lago: quasi un saluto, un cenno di presenza.

Alessandro fu il primo a rompere il silenzio .

Non sai quante volte ho pensato di raggiungerti , quando ti vedevo passare”

Da quanto tempo sei qui?”

Un anno”

Un anno?”

Siamo arrivati a settembre l'anno passato. Marco ed Antonio hanno pensato a tutto”

Proprio a tutto non direi” Claudia si alzò e iniziò a camminare nervosamente lungo la riva.

Alessandro la raggiunse

Non potevamo dirti nulla” tentò una spiegazione, una giustificazione che improvvisamente sentì diventare necessaria.

E avete pensato bene di coinvolgermi in questa specie di caccia al tesoro”

Il tono di Claudia si fece ancora più nervoso : la voce le tremava sebbene tentasse di mantenere un distacco che non le apparteneva.

Lo so è stata un'idea folle ...”

Alessandro le sfiorò un braccio , mentre lei gli dava le spalle continuando a guardare le acque calme del lago.

Marco ti amava molto....”aggiunse poi
Lo so” la voce si bagnò e si spezzò “Più di quanto meritassi ….”una lacrima accompagnò quest'ultimo pensiero a voce alta di Claudia.

Alessandro ebbe voglia di stringerla forte, ma lei era ancora troppo fragile , ancora distante.

Di spalle , i capelli scuri lunghi ,sembrava ancora la ragazzina di allora, quella che lo aveva lasciato solo in aeroporto con tutto il suo bagaglio di dolore e di delusione.

Quando Marco mi ha cercato ho pensato di mandarlo a quel paese” disse l'uomo con un filo di voce

Ma oggi capisco di aver fatto la scelta giusta.” aggiunse poi mettendo una mano sulla spalla di Claudia.

La donna non si voltò, ma Alessandro capì che stava piangendo.

Marco non voleva lasciarti sola.....”

Avrebbe dovuto parlare con me....” Riuscì a dire Claudia , la voce spezzata.

chi altri sapeva?” chiese

Antonio”

Antonio?.....”

Solo lui. E' lui che ci ha trovato la casa più appartata del paese e che ci aggiornava...”

E cosa prevedeva il piano geniale di mio marito?” il tono di Claudia era cambiato all'improvviso.

Si voltò, scura in volto, le guance ancora bagnate dalle lacrime.

Un'idea degna della sua fantasia , quella del taccuino.” aggiunse sarcastica.

Cosa sarebbe successo se Greta non avesse avuto l'incidente? Avreste davvero prenotato una stanza alla locanda? Cosa?”

Alessandro si lasciò strattonare, lasciò che Claudia buttasse fuori tutta la sua rabbia e il suo sconcerto.

Quando finalmente si allontanò per andare a sedersi sul molo, con le ginocchia piegate fino al petto e le braccia a stringerle , raggomitolata come faceva da ragazza , quando voleva star sola e ce l'aveva con il mondo intero, la raggiunse , sedendosi accanto, i piedi ciondoloni quasi a sfiorare il pelo dell'acqua.

Restarono così, in silenzio, per un tempo indefinito.

Fu Claudia a parlare per prima , alzandosi.

Devo rientrare. Si è fatto tardi” la voce era priva di colore: un tono indecifrabile.

Anche Alessandro si alzò. Stava per dire qualcosa , ma Claudia lo precedette

Dobbiamo parlarne. Ti aspetto domani sera. Ci vediamo alle nove”

Si voltò e prese a correre , diretta a casa.

Rientrando incontrò Anna in giardino intenta a cinguettare con Luigi che le sorrideva, apparentemente rapito da ogni sua parola.

Accennò appena un saluto per sparire all'istante , cercando rifugio in casa.

Non aveva voglia di incontrare nessuno e doveva fare subito una doccia: la giornata era lunga e piena di impegni. Almeno non avrebbe avuto tempo per pensare.

Accidenti ! Quanta fretta!”

Una voce familiare la scosse e scombinò subito i suoi piani.

Fabrizio se ne stava seduto sul divano nel grande salone con il giornale aperto sulle gambe.

Claudia si fermò di colpo, un piede già sul primo gradino della scala

Ciao...ben arrivato” salutò, sperando che Fabrizio se ne restasse lì seduto e non le venisse incontro.

L'uomo invece si alzò ,la raggiunse e l'abbracciò , dandole un bacio sulla guancia.

Dopo tanti anni tra loro era nata una bella amicizia. Fabrizio aveva più volte trascinato Marco, per natura piuttosto pigro, nelle sue battute di pesca con sveglia all'alba.

La sera , spesso, si riunivano tutti insieme per cenare , ascoltare Luigi suonare la chitarra , e fare tardi tra buon vino e chiacchiere.

Vado a fare una doccia” disse Claudia , iniziando a salire le scale con evidente voglia di sparire , come se stesse scappando da qualcosa o da qualcuno.

Ci vediamo più tardi” aggiunse con un po' di fiatone , mentre saliva i gradini a due a due.

Fabrizio , al quale non era sfuggito lo strano comportamento dell'amica, annuì e ritornò nel salone.



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mercoledì 19 luglio 2017

Intervista col creativo! Anno secondo. Il nido creativo di Michela



L'estate allunga le nostre giornate riducendo inesorabilmente il tempo da dedicare al mio blog.

E si, è paradossale forse, ma l'estate con la sua voglia di stare all'aria aperta, il desiderio di trascorrere più tempo con le persone care , con i tuffi al mare e le cene in compagnia degli amici ci distoglie dal quotidiano: in compenso , però, è piena di spunti , ispirazioni , idee , che contamineranno le scelte del prossimo autunno creativo.

Michela, la creativa che oggi conoscerete, è un esempio perfetto di come la natura , con la sua semplicità e la sua innata bellezza , possa regalarci materia prima a costo zero per realizzare dei veri capolavori.

Le opere di Michela sono poesia, sogni ad occhi aperti.

Rispecchiano la personalità solare , eclettica ed artistica della sua creatrice.

Non aggiungo altro, scoprirete il resto leggendo ciò che di sé ci racconta Michela .



D. Benvenuta Michela, definisci in tre parole il tuo essere creativa


CURIOSA: osservo ogni cosa, non riesco a fare una passeggiata o a stare in vacanza in completo relax, sono sempre alla ricerca di nuove idee e materiali.

INSTANCABILE: la mia mente è sempre in fermento, spesso le idee migliori mi vengono di notte.

SOGNATRICE: sogno spesso ad occhi aperti.


D. Quanto sono importanti i ricordi?

I ricordi sono molto importanti, ne ho uno bellissimo legato alla creatività: avevo circa 4/5 anni e la mia nonna paterna mi faceva sedere vicino a lei e alla sua macchina da cucire e, come per magia, in pochissimo tempo creava dei pupazzi colorati con pochi avanzi di stoffa…

Giuro ancora oggi mi domando come facesse. 

Purtroppo è venuta a mancare quando io ero ancora piccola ma conservo ancora qualche suo lavoro e sono sicura di aver ereditato da lei le mie passioni.

D. Parlaci un po' di te: la tua mamma cantava . Si può dire che sei un po' figlia d'arte.
Hai ereditato la voce della tua mamma e la sua passione per la musica?

Negli anni 60 la mia mamma cantava e mio papà suonava la batteria, diciamo che sono cresciuta in una casa un pochino hippy piena di strumenti musicali e quindi la musica mi piace in ogni suo genere, mi mette allegria!

Ma non penso di aver ereditato la voce della mamma.



D. Creare oggetti partendo da elementi semplici , provenienti dalla natura o da oggetti riciclati è un po' il tuo filo conduttore: che sensazioni trasmette la capacità di dare nuova vita ad oggetti dimenticati?

Adoro creare con materiali che la natura ci regala, penso che nascondano un lato misterioso, come tutte le cose del resto, ogni oggetto ha dentro di sé la possibilità di una seconda vita, basta solo fermarsi un attimo ad osservare e liberare la fantasia.
 
D. Adoro la sensibilità e la poesia che trasmettono le tue creazioni:quale messaggio vuoi trasmettere attraverso di esse?

La semplicità, forse proprio per questo utilizzo materiali “poveri”.

A te cara Clelia trasmettono sensibilità e poesia: quando le persone colgono questi aspetti io sono la persona più felice del mondo, perché vuol dire che sto facendo la cosa giusta, quella che viene dal cuore.

D. Trovo molto belli i tuoi scacciaspiriti : tu sei una streghetta buona o una streghetta cattiva?


Assolutamente buona, adoro regalare quello che faccio e vedere le persone che lo ricevono felici e stupite, e auguro sempre che le mie creazioni portino fortuna a chi le riceve.


D. Secondo te, creare è un po' come fare magie?

Sì, creare è pura magia, pensa a tanti gomitoli colorati che diventano una calda coperta o ad una semplice nocciolina che si trasforma nel viso di un topolino! 

E poi creare fa bene all’anima, rende felici e ottimisti.


D. L'animale che ti rappresenta di più

La cinciarella, piccola, discreta ma molto determinata. 

Ogni inverno metto delle mangiatoie sul balcone e loro tornano tutti gli anni, resterei ore ad osservarle, mi piace il loro caratterino e la loro libertà. 

E’ anche in loro onore che ho chiamato il mio blog “ilmio nido creativo”.



D. Hai sogni o progetti chiusi in un cassetto che vorresti prendessero vita?

Sono felice e soddisfatta della mia vita!

Mi piacerebbe avere una craft room per avere sempre tutto a portata di mano e un piccolo giardino, magari con un’oca, le adoro, e amo stare all’aria aperta. 

Come progetto mi piacerebbe collaborare con altre creative, fare qualcosa insieme.






D. Che rapporto hai con il tempo?

Ho un buon rapporto con il tempo, “volere è potere”.

Quando ho finito con gli impegni lavorativi e familiari il resto del mio tempo lo dedico alle mie passioni, anche se, a volte, è solo mezz’oretta prima di andare a dormire, è la mia buona notte. 

Con gli anni ho capito che più sono impegnata e più mi sento viva. 




Michela ci ha dedicato anche un bellissimo tutorial per realizzare un porta orecchini e collane del quale non potrete più fare a meno.


Qui potrete leggere come si fa.

Vi abbraccio e vi ricordo che potete chiedere di essere ospiti di questa rubrica inviando una email ad intervistacolcreativo@gmail.com

A presto 

Clelia 

Intervista pubblicata anche su latinacorriere.it

lunedì 17 luglio 2017

Un tè con l'autore: Incontriamo Antonietta Mirra


Antonietta Mirra l'ho incontrata per caso sul web. Uno di quei rari incontri fortunati.

Ha un bellissimo blog sul quale pubblica recensioni dei libri che legge ed offre visibilità ad autori emergenti.

Lascio che si presenti a voi attraverso l'intervista che mi ha rilasciato.

D. Benvenuta Antonietta.Scrivere oggi, al tempo dei social e di internet, cosa è cambiato? E' più semplice , a tuo avviso, farsi conoscere, o gli ostacoli sono gli stessi dei tempi andati?

Grazie Clelia! È un piacere per me essere qui con te e con i tuoi lettori. 

Pensando ad internet, credo che molte cose siano diventate più facili e anche l'auto promozione di un romanzo è diventata alla portata di tutti.

Sicuramente sono dell'opinione che sapendo usare bene il web, si possono raggiungere tanti lettori che di certo prima non ti conoscevano nemmeno. 

Come ogni strumento di grande potenza, ha anche bisogno di essere usato bene. Quindi non è detto che sia sempre valido o che sia sempre d'aiuto, dipende da come lo si utilizza. 

Non c'è paragone, secondo me: è più facile farsi conoscere, questo sì. È più facile arrivare ma non sempre si arriva nel modo giusto e soprattutto non si arriva sempre.

D. Cosa ne pensi del selfpublishing?

 Il selfpublishing è una grande vetrina, una di quelle che ti possono davvero far illudere e tanto, anche. 

Una vetrina che permette a tutti e dico a tutti di scrivere, anche a chi non arriverebbe mai in una libreria. 

E non parlo di storie non commerciali ma di persone che non sanno scrivere e che pubblicano ugualmente perchè il self lo permette. 

In ogni caso, anche io ho auto pubblicato e per me resta un'alternativa valida ma non la soluzione. 

Parliamoci chiaramente, il sogno, per uno scrittore, uno che non lo fa per perdere tempo ma per vera passione, resta sempre uno solo: una grande casa editrice. 

Possiamo raccontarci tutte le storie che vogliamo, ossia che il self è bello, ti fa guadagnare, che tanto non importa, basta mettere un libro su Amazon e poi chi se ne frega. 

Non è così, uno scrittore che ama ciò che scrive, che lo sente dentro come un pezzo di sè, non dice che non se ne frega e non lo mette su una piattaforma on line, tanto per metterlo. In quel caso non si tratta di passione ma di divertimento, di tentativo, di un gioco. 

Quindi ribadisco che il selfpublishing è un'alternativa ma non è la vera scelta per chi sogna davvero di scrivere.


D. Raccontaci un po' di te e di come è iniziata questa tua passione per la lettura e per la scrittura: eri una divoratrice di libri anche da bambina?

Ho iniziato a leggere e poi a scrivere. 

Grazie a mia madre che mi regalava i Diari di Liala. Così mi sono avvicinata al mondo della lettura e poi piano piano a quello della scrittura. 

Ho iniziato scrivendo versi e dedicandoli a mia madre oppure al ragazzino che mi faceva battere il cuore quando ero piccola. 

Ma il mio sogno era un altro: disegnare. Poi con il tempo, ho tramutato il disegno in racconti e in parole scritte. 

Amo ogni forma d'arte, dalla pittura alla scultura, fino al cinema. 

La lettura mi ha insegnato a volare, la scrittura a tornare con i piedi per terra per rendere tangibile i mondi che creo nella mia mente. 

Non potrei vivere senza né l'una e né l'altra.


D. Sul tuo blog , oltre a recensire libri , offri aiuto agli scrittori esordienti: come ti è venuta questa idea? Credi nel valore della condivisione?

Il blog nacque proprio per gli esordienti perché ho sempre pensato che dare una mano significasse condividere la mia passione attraverso gli occhi degli altri. 

All'inizio recensivo solo esordienti, poi il blog è  cresciuto e sono arrivate anche le case editrici ma non ho mai abbandonato i nuovi scrittori che nel mio sito, possono sempre trovare un luogo in cui sentirsi a casa.


D. Come si diventa recensori per le case editrici? 

Per diventare recensore basta proporsi ad una Casa editrice che ti interessa e di cui apprezzi le pubblicazioni. 

Devi avere un certo numero di lettori e di persone che ti seguono e che apprezzano le tue recensioni. 

Non è facile, e non è subito.

D. Dove e come nasce la tua ispirazione?

La mia ispirazione nasce dai sogni e dagli incubi. 

Le mie paure, i miei desideri, le mie speranze si fondono in una storia dove raccolgo tutta la mia immaginazione. 

Ovunque posso essere ispirata da qualcosa. 

Ad esempio, l'altra sera, stavo guardando un telefilm e all'improvviso ho avuto davanti agli occhi la scena iniziale di uno dei libri che voglio scrivere. 

Insomma, molto della realtà mi ispira, nei momenti più impensabili e poi a volte accade una cosa strana. All'improvviso collego più fatti, per esempio frasi di libri che ho letto, persone che ho incontrato o scene che ho visto e creo nella mia testa quello che andrò a scrivere. 

Insomma, la scrittura è attenzione, cura del dettaglio, apprensione ma è anche improvvisazione e istinto.


D. Parlaci del tuo romanzo: tre motivi per cui dovremmo leggerlo

Ogni notte vengo da te è una storia di mistero, di sogni e di amore. 

C'è un aspetto oscuro che va scandagliato, capito e sentito fino in fondo. 

Ho sperato nell'empatia e nella compenetrazione. Non è una lettura superficiale, è una storia che parla di amore in chiave di eternità e di appartenenza con uno stile ed un linguaggio che cercano di elevare i sentimenti a qualcosa di superiore in nome proprio di quell'amore che sfida gli ostacoli della vita, persino il più grande: la morte.

I tre motivi potrebbero essere che non è una storia come le altre, è diversa, particolare, lontana per certi versi da quelle a cui siamo abituati. 

È una storia che racconta di tutte le sfaccettature dell'amore e dei sogni, quindi tocca la vita di ciascuno di noi. 

Qualcuno l'ha definita una storia unica, io credo fermamente in quello che ho scritto, ci credo come credo nella mia esistenza, qui e adesso, come credo nel valore della vita e nel potere della parola scritta e dei sogni. 

Il mio romanzo vuole anche essere un omaggio alla scrittura che è stata per me un dono, il più grande che mi sia stato fatto dopo l'amore.


D. Lavori con i bambini: io trovo che l'interazione con loro sia fonte di profondo arricchimento e di grande ispirazione. Parlaci del tuo rapporto con loro

I bambini sono la vita. 

Sentirli parlare, urlare, piangere, litigare, mi fa sempre pensare a quanto sia viva la vita, quanto sia presente, a volte anche ossessiva ma reale. 

Al suo valore, al valore della presenza umana e del piccolo cuore che batte di quelle creature che saranno il mondo di domani. 

Incerti, ancora impreparati ma sono il fulcro del battito del mondo, sono il sostentamento della speranza, sono la voce di chi non ha più la forza di urlare. 

Sono il nostro peggio ma anche il nostro meglio e anche il più piccolo abbraccio da parte loro, infonde la fiducia più grande, la voglia di fare e di costruire. Per loro, per noi.


D. Ti piacerebbe scrivere per i più piccoli?

Scrivere per i più piccoli mi piacerebbe ma non ci ho mai provato, almeno fino ad ora. Non escludo di farlo!

D. I generi letterari che preferisci e perché?

Amo leggere di tutto. In passato leggevo soprattutto fantasy e thriller, saggi filosofici e psicologici. 

Poi con il blog ho ampliato le mie letture e ho imparato ad amare anche i romance e i romanzi rosa, fino a quelli più crudi e brutali come i dark.

Insomma, mi piace spaziare e non lasciarmi condizionare da nulla.

D. Scrivere è un buon mezzo per evadere dalla realtà?

Scrivere è il miglior mezzo per evadere dalla realtà. 

Non spendi nulla, parti con la testa e arrivi dovunque! 

Ti crei il mondo che vuoi, fatto su misura per te. 

Certo, non è detto che tu ci stia comodo, perché scrivere non è soltanto bellezza ma è soprattutto tormento, dolore, struggimento. 

Scrivere un storia non è una passeggiata, come dicevo prima, non lo è se devi contarti le ossa e pesarti il sangue, mentre lo fai. 

E a me succede proprio questo. Quando chiudo una storia, mi sento mancare qualcosa. Ho nostalgia dei miei personaggi, di ciò che ho creato ma so anche che ho donato ciò che avevo di più importante: la libertà, perché li ho liberati.


D. Tu lo sei senz'altro, quindi secondo te uno scrittore deve prima di tutto essere un ottimo lettore?

Secondo me, sì, assolutamente. Non puoi scrivere se non leggi e devi anche leggere tanto e di tutto.

D. Quando decidi di scrivere una storia hai già in mente tutta la trama o cresce man mano , quasi scrivendosi da sola ?

Non scrivo mai la trama all'inizio ma soltanto un accenno. 

Poi man mano che scrivo la storia si costruisce da sola.

Non so nemmeno quanti personaggi ci saranno, so solo quelli basilari all'inizio. 

Durante la stesura mi arrivano tutte le idee che lentamente prendono forma e mi danno quella sensazione così bella molto simile al potere e alla felicità.

D. Perché ti definiscono una ragazza d'altri tempi?

Mi definiscono così perché qualcuno ha detto che il mio carattere non è moderno. 

Sono molto timida, arrossisco, ingenua , e sembra proprio che non voglia svegliarmi. 

Accondiscendente, gentile, disponibile, parlo a bassa voce, difficilmente urlo, o mi arrabbio. 

D'altri tempi perché sono una ragazza posata, tranquilla, che non sembra nemmeno figlia della sua terra: Napoli.

D. Antonietta e la musica.

La musica mi aiuta a scrivere. 

Ho creato scene pensando proprio alle parole delle canzoni o alle loro melodie. 

Senza la musica avrei meno ispirazione. La musica è arte e infinito.


Ecco, questa è Antonietta , passionale e generosa  come la sua terra d'origine.

Non vi è venuta voglia di leggere il suo libro ?

Qui sotto potete leggerne  la trama , trovare tutti i contatti di Antonietta e una sua breve biografia, nonché il link per l'acquisto del libro . 


Titolo: Ogni notte vengo da te
Autore: Antonietta Mirra
Genere: Paranormal Romance/Romanzo rosa
Editore: Selfpublishing
Pagine: 271
Prezzo: eBook: 2,99 e gratis con Kindle Unlimited. Cartaceo: 10,40
Data di uscita: 10 Maggio 2017



TRAMA

Alastair ed Helena non potrebbero essere più lontani e diversi eppure qualcosa li unisce, oltre la loro stessa volontà.
Un richiamo eterno ed insondabile.

Lui è impetuoso, tormentato, cruento e dannatamente distante, in tutti i sensi.
Lei è ingenua ma tenace, una sognatrice capace di cogliere il confine tra un desiderio languido e pressante e la tagliente verità. Ma quando anche l'ultimo barlume di razionalità sta crollando...

Cosa faresti se il tuo sogno più grande diventasse all'improvviso realtà?
Se potessi guardarlo, toccarlo e...
«Non puoi andartene. Sono nella tua testa, nel tuo cuore, nella tua carne. Mi hai lasciato entrare e adesso farò l’ultimo passo che mi legherà a te per sempre.»


BIOGRAFIA

Antonietta Mirra è laureata in Lingue e Letterature Straniere e lavora con i bambini. Le sue passioni sono leggere e scrivere ed è Amministratrice del Lit-Blog L’amica dei libri. Ama l’arte in tutte le sue forme, il cinema e il pianoforte. Tratti distintivi della sua personalità: passione e inquietudine. Dicono di lei: "una ragazza d'altri tempi", il mondo le va stretto, allora usa l'immaginazione. La sua vita è un incastro imperfetto tra sogni e visioni, la realtà è solo un equivoco.

CONTATTI




Grazie ancora Antonietta per essere stata con noi e averci raccontato di te.

E grazie a tutti voi che continuate a seguirmi. 

Un abbraccio 

A presto

Clelia

L'intervista è pubblicata anche su latinacorriere.it




mercoledì 12 luglio 2017

Intervista col creativo anno secondo! Creare per materializzare la fantasia



Benvenuti a questo nuovo appuntamento con Intervista col creativo!

Prima di presentarvi l'ospite di oggi , voglio ricordarvi che potete chiedere di partecipare a questa iniziativa semplicemente inviando una email a intervistacolcreativo@gmail.com

Ho scoperto che la rubrica è seguita più di quanto mi aspettassi e che molti di coloro che poi ho intervistato , desideravano essere ospitati ed aspettavano il mio invito, senza farsi avanti direttamente.

Non siate timidi! Se volete raccontarci il vostro mondo creativo, le vostre passioni , e  condividere con noi le vostre creazioni , scrivetemi!

Vi contatterò con la massima sollecitudine possibile e sarò lieta di dare a tutti uno spazio sul mio blog.

Le cose belle sono ancora più belle se condivise! Quindi che aspettate?

Ed ora veniamo all'ospite del giorno.

Si chiama Gabriella e creativa si sente sin da bambina. In lei alberga una forte curiosità e la voglia di scoprire e cimentarsi sempre in nuove attività creative.

Il babbo le ha insegnato , sin da piccola,  a tenere in mano un cacciavite: le cose si possono aggiustare , oppure costruire o anche riparare. Gabriella oggi fa di più : le crea. Con le sue mani e la sua fantasia , dando vita a piccoli preziosi elementi che rendono le sue giornate più belle e significative.


D. Ciao Gabriella , benvenuta. Cosa significa per te essere creativi?

Ciao Clelia,  è la prima volta che vengo intervistata per la mia  creatività!

Per me essere creativi  significa rendere materiale la fantasia che è dentro di noi

D. Quali sono le sensazioni che provi quando finalmente tieni tra le mani una tua creazione finita?


Ogni mia piccola creazione rappresenta un figlio per me , tanto che quando la  finisco poi ho difficoltà a separarmene.


D. Quali sono le tecniche che maggiormente ti attraggono e perché?


Prediligo le tecniche molto manuali:al momento il chiacchierino ad ago è la mia preferita.

Mi piacciono molto le paste modellabili, l'uncinetto e un po' meno  il cucito.

Trovo il  chiacchierino molto rilassante: è una tecnica molto antica, che resa moderna è davvero bella.

Le paste modellabili , invece,  danno libero sfogo alla fantasia, ci metti molto del tuo.

E l'uncinetto è ,come il chiacchierino ,rilassante.

In ogni caso la mia tecnica preferita resta il chiacchierino.


D.  I colori che preferisci e le emozioni che provocano in te

Veramente io non ho molte preferenze, dipende molto dallo stato d'animo: in questo momento , ad esempio , preferisco i colori accesi come l'arancio,il rosso, il turchese e il verde.

Ma anche se può sembrare strano , i colori mi piacciono proprio tutti. 

D. Quali sono i sogni di Gabriella?

E sui sogni di Gabriella andiamo a toccare un tasto un po' doloroso perché è come se il tempo mi fosse sfuggito VIA.

Per ora sogno solo un po' di tranquillità mentale.

D. Descrivici la tua postazione di lavoro : è super ordinata e funzionale o regna sovrano un incontrollabile disordine creativo?

Se vedessi la mia postazione di lavoro ti metteresti a ridere: altro che disordinata , è molto di più.

Comincio tanti lavori e metto tutto sul tavolo poi li sposto , li rimetto sul tavolo, li risposto, rifaccio un'altra cosa:  sono disordinatissima! 

Ma nel mio disordine mi ritrovo sempre.

D. Ti piacerebbe trasformare i tuoi hobby in una professione?


Sì certo mi piacerebbe che fossero una professione ma diciamo che per ora mi accontento che rimangano la mia passione.

D. Preferisci un film d'avventura o una storia romantica?

Diciamo che il mio film ideale sarebbe una bella avventura con romanticismo.

D. La tua vacanza ideale

 La mia vacanza ideale è un posto di mare con tanti mercatini.


D. Come eri da bambina ? C'è ancora una parte di Gabriella bambina nella donna di oggi?

Da bambina ero come adesso:  praticamente molto curiosa e sempre col cacciavite in mano. 

Aprivo tutto per vedere come era fatto dentro

Sì c'è ancora molto della bambina di allora in me.



Vi lascio ad ammirare i lavori di Gabriella e vi do appuntamento a presto.









L'intervista si può leggere anche su latinacorriere.it

Un abbraccio 

Clelia