I MIEI LETTORI

giovedì 20 aprile 2017

La casa viola. Capitolo sesto

Eccovi l'attesissimo (spero) capitolo del nostro racconto.

Elenco , come al solito , i link relativi ai capitoli precedenti .

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO


E ora vi lascio alla lettura.

Ci ritroveremo tra qualche giorno: mi prendo solo una piccola pausa.



Capitolo Sesto


Il taccuino

Anna trovò Claudia intenta a salutare un cliente giunto ormai al termine della sua vacanza.

La raggiunse dietro il bancone della reception in cerca della chiave della lavanderia.

“Ti stavo giusto aspettando”

“Dimmi...”

“C'è da sistemare la “Tulipano” che si è appena liberata”

Tutte le stanze avevano il nome di un fiore : Mimosa,Lavanda , Rosa e Tulipano appunto.

D'altro canto l'intera struttura si chiamava Fiore come la sua proprietaria.

“Tranquilla , lo faccio subito...” La voce di Anna arrivò soffocata: china su un cassetto annaspava tra più mucchi di chiavi legate con spago colorato. Non c'era verso di evitarlo: continuava a perdere quella stupida chiave!

“Qualcosa non va?” aggiunse poi .

Claudia era evidentemente strana quella mattina: gli occhi segnati di chi non ha dormito molto.

La donna non rispose, si limitò a farle un sorriso stentato e uscì in giardino.

Forse era solo un giorno no, pensò Anna mentre arrancava per le scale con la cesta colma di biancheria .

Claudia uscì in giardino e raggiunse la panchina sotto la grande quercia. Restò qualche minuto lì , seduta a fissare il vuoto.

Poi lo sguardo si posò sul casale.

I clienti erano già tutti svegli: le persiane delle finestre erano aperte e il sole entrava generoso a dare il suo buongiorno.

Vide il signor Berardi affacciarsi, ancora in pigiama. Era uno dei suoi clienti più affezionati: prenotava una decina di giorni almeno tre volte l'anno, fermando la stanza già mesi e mesi prima.

Amava la tranquillità di quei luoghi : era uno psicologo e forse sentiva il bisogno di isolarsi dall'ingombrante fardello lasciato dai problemi dei suoi pazienti.

Taciturno e solitario era solito fissare la gente, come se la stesse studiando . Abitudine che certo non contribuiva ad attirargli le simpatie altrui.

A Claudia faceva tenerezza , così solo e silenzioso , sembrava vulnerabile più dei suoi stessi pazienti.

Rigirò tra le mani il taccuino che era stato di Marco.

Si chiese se non sarebbe stato meglio lasciarlo lì, dove lo aveva trovato.

Ma non aveva saputo resistere alla tentazione e alla fine della festa, quando il silenzio era tornato a regalare la sua pace, era salita fino allo studio.

Ad incuriosirla era il fatto che fosse stato nascosto nel cassetto dell'armadio anziché conservato insieme a tutti gli altri quaderni , nel baule dietro la testata del letto.

Un banale particolare che però lasciò Claudia perplessa: quando vivi accanto ad un uomo tanto abitudinario , tutto può sembrarti strano , se non rientra nei soliti canoni.

Per giorni lo aveva tenuto sul comodino . Fino alla sera prima.

Ne aveva accarezzato la copertina un po' consumata negli angoli . Aveva sentito il profumo di Marco arrivarle alle narici e il cuore stringersi nel petto: sentiva ancora molto la sua mancanza. Nonostante fosse trascorso un anno dalla sua morte.

Un anno durante il quale si era aggrappata al lavoro come fosse l'unica ancora di salvezza. Il solo mezzo per colmare il grande vuoto che sentiva dentro.

Aveva sposato Marco senza amarlo. Almeno lei non lo amava quanto lui. La perdita del bambino, subito dopo il parto, aveva messo a dura prova la loro fragile relazione.

Nonostante tutto però quell'insolito legame era cresciuto negli anni , nutrendosi di rispetto, di stima , di affetto profondo e di amicizia. La differenza di età non era mai stata un problema e , anzi, con il tempo , era diventata il collante giusto per quella storia d'amore che aveva conosciuto forse poca passione , ma che era evoluta in un rapporto maturo , romantico , e appagante per entrambi.

Poi la malattia. Un colpo duro. Che li aveva uniti ancora di più. E che aveva rapidamente consumato i loro ultimi giorni insieme.

Ora quel quaderno ,smuoveva cumuli di sabbia abbandonati sul fondo di un mare di ricordi che avrebbe forse preferito dimenticare per sempre.

Sulla prima pagina , come era consuetudine per Marco, solo quello che sarebbe stato il titolo del suo lavoro.

La casa viola

Claudia passò un dito sulla scritta , come volesse percepire emozioni , presagi , pensieri , da quelle poche parole scritte.... quindi voltò pagina, preparandosi a leggere quanto seguiva...


Capitolo 1
Alessandro

Claudia lesse ancora una volta il nome sul modulo di prenotazione della camera:

Alessandro Palmieri.....

Ci volle l'intera notte ma Claudia lesse tutto di un fiato il contenuto del quaderno.

Ora lì , all'ombra delle grande Quercia, un vorticoso insieme di domande sembravano affollarle la testa.

Perché mai Marco avrebbe dovuto scrivere un racconto con protagonisti lei ed Alessandro?

Perché poi non gliene aveva parlato?

Perché aveva nascosto il taccuino?

Nessuna delle risposte che le vennero alla mente sembravano avere un senso logico.

Forse era stato solo un gioco . Un tentativo come tanti di inventare una storia.

Forse ,non soddisfatto del risultato, aveva nascosto il quaderno affinché nessuno lo leggesse.

Forse....

Claudia pensò che avrebbe potuto trovare risposta a tutte le sue domande se solo avesse provato a cercare quel biglietto.

Quello che Marco aveva nascosto nella giacca blu che a lei piaceva tanto.

Proprio come era scritto nel quaderno.

Forse quella era la chiave.

Forse lì avrebbe trovato le risposte.

Poi sorrise tra sé , imbarazzata per avere anche solo immaginato che il racconto potesse essere una sorta di caccia al tesoro postuma.

Richiuse il taccuino e se lo infilò in tasca.

Canticchiando la vecchia canzone di quando era bambina , rientrò in casa : voleva cambiarsi per la sua solita corsa mattutina, non prima di aver sfamato però il povero Baffo che da qualche minuto la guardava curioso , sicuramente chiedendosi il perché di tale ritardo.


Quella mattina avrebbe dovuto essere in città almeno un'ora prima del solito : un appuntamento dell'ultimo minuto aveva scombinato parte dei suoi piani. Sicuramente avrebbe trovato molto traffico , per cui aveva deciso di anticipare la sua partenza.

Aprì cautamente la porta della stanza di Greta. Non voleva rischiare di svegliarla .
La vide addormentata abbracciata alla sua bambola preferita. Ai piedi del letto Luna.
Alessandro ebbe voglia di cacciarla via : non voleva che passasse il suo tempo in casa , figuriamoci sul letto della bambina. Luna sollevò poco la testa e lo guardò , iniziando a muovere la coda per salutarlo .
L'uomo si portò un dito sulle labbra e Luna parve comprendere che non doveva far rumore : si accovacciò di nuovo , tra le gambe di Greta , che si voltò su di un fianco, continuando ad abbracciare la sua bambola.

Prima di salire in macchina, Alessandro si voltò verso il canale . Il sentiero era ancora deserto a quell'ora . Una nebbiolina leggera avvolgeva la campagna tutt'intorno.

Fu allora che la vide , stentò solo un attimo a riconoscerla. L'emozione lo assalì e fu quasi sul punto di sbracciarsi per salutarla.

Quello però non era il momento giusto. Non ancora. Doveva avere pazienza.

Claudia si avvicinava rapidamente. Non poté fare altro che salire in macchina e sperare che lei non lo avesse visto.

Arrivata nei pressi della casa la donna effettivamente rallentò. Nell'auto, con i vetri che si appannavano lentamente , Alessandro trattenne il respiro: la vide guardare nella sua direzione , quasi gli sembrò che lo avesse visto. Poi il passo di Claudia riprese più veloce e , vedendola allontanarsi in direzione del lago , Alessandro riprese a respirare.

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martedì 18 aprile 2017

Intervista col creativo! Anno secondo. Incontriamo Mino Nicole



La creativa di oggi è venuta in Italia per amore e con amore per la creatività ci regala i suoi video tutorial . Si dice timida , ma con una grande voglia di condividere la sua passione. Vi sorprenderà.

Vi presento Mino Nicole .


D. Ciao Mino, raccontaci qualcosa di te e di come sei arrivata a creare un canale Youtube per condividere i tuoi tutorial. Credi nella condivisione?

Sono Mino Nicole  soltanto nel mondo virtuale, nomi che non sono stati presi a caso. Mino era il nomignolo che i miei cari compagni di scuola mi diedero al liceo e Nicole è una parte del mio vero nome, che sarebbe Nicoleta.

Avrei tanto da raccontare su di me, ma voglio essere più concisa possibile. 

Sono arrivata in Italia 12 anni fa e non avrei mai pensato che sarei rimasta, ma la vita tante volte ci riserva delle sorprese.


Dopo neanche 6 mesi di permanenza qua, ho conosciuto un ragazzo meraviglioso che è diventato mio marito         (a ottobre facciamo 10 anni di matrimonio) e così mi sono ritrovata a vivere nell' Appennino Tosco-Emiliano, un posto tranquillo esattamente come lo sono io.

Non è stata una passeggiata l'adattamento alla nuova cultura, la lingua, le abitudini..... ma grazie al sostegno di mio marito sono riuscita ad integrarmi molto bene.

Parlando di creatività....non saprei dire cosa mi piace di più fare perché amo fare tutto: lavorare a maglia, ad uncinetto, cucire, disegnare, suonare il pianoforte, filare la lana( un desiderio che avevo da tempo), occuparmi 
dell' orto e anche fare dei lavori maschili( sporcarmi le mani ).

Ma tutte queste passioni sono state coltivate da bambina: lavoravo a maglia e uncinetto insieme alle mie vicine anziane che mi spronavano a continuare quello che loro con tanto amore mi insegnavano.

Con il passare del tempo ho abbandonato la maglia e l'uncinetto, dedicandomi soltanto alla scuola e al disegno,che amavo in modo particolare, visto che disegnavo qualsiasi cosa che mi capitasse davanti.

Dopo il matrimonio ho ripreso in mano i ferri e l'uncinetto e non ho più smesso. Invece con il cucito non è stato amore a prima vista, ma tutto il contrario( da non crederci, vero? ). Tutte le volte che mi mettevo alla macchina da cucire mi faceva male lo stomaco, non c'era verso, basta che si rompesse il filo  e mi dicevo " questo non fa per te". 

Per  anni un vero tira e molla, ma un giorno di agosto di 4, 5 anni fa mi sono imbattuta in un video tedesco su Youtube in cui la ragazza faceva vedere come realizzare un beauty case: visto che mi piaceva tanto mi sono decisa a  fare un tentativo e da quel giorno è scattata la scintilla.


Grazie all' amore che ho per le borse è nato il mio piccolo canale su Youtube. 

Cominciò tutto per gioco, ho fatto il primo video ma pensavo di non aver coraggio abbastanza di premere il bottone pubblica visto che non mi piaceva la mia voce e non mi sentivo a mio agio ad espormi pubblicamente: troppo timida.

Ma da quel giorno è passato più di un anno e ne sono felicissima!


Tramite i tutorial che realizzo voglio incoraggiare le persone ad approcciarsi anche alle cose che possono sembrare difficili ma non lo sono. Voglio condividere con loro tutto quello che ho imparato negli anni facendo dei video tutorial in cui spiego passo dopo passo come fare una borsa, un cappello ecc.

La condivisione è tutto, senza questo il mondo sarebbe rimasto ancora all'epoca della pietra.

Bisogna condividere affinché le nuove generazioni possano portare avanti quello che a noi è stato tramandato dai nostri padri...

D. Cosa significa per te essere creativi?

Un creativo è un sognatore, che immagina molto è prova a dare vita a ciò che ha immaginato. Ognuno di noi esprime la creatività in modo diverso, ma tutti noi abbiamo lo stesso desiderio....CREARE!


D. Con quali materiali preferisci lavorare ? Ci sono tessuti o filati che preferisci rispetto agli altri ?

Nell' ambito dei filati preferisco senza ombra di dubbio i filati naturali, specialmente l'alpaca. 

Per quanto riguarda i tessuti, dipende da quello che desidero  realizzare, ma se devo sceglierne uno in particolare allora dico i tessuti di cotone.


D. Secondo te le persone creative sono generose? Mino è generosa?

Non penso che la creatività possa rendere una persona più generosa di un altra.

Secondo me quando parliamo di generosità ci vuole ben altro che creatività :Forse più altruismo e amore per il prossimo.  

Mino è una persona generosa, che ama fare del bene.

D. Cosa ti piace fare quando non ti dedichi ai tuoi lavori?

Quando non mi dedico ai miei lavori amo suonare il pianoforte, leggere, occuparmi dell' orto, fare le passeggiate con il mio amico a quattro zampe e ,non per ultimo, fare qualche viaggetto in camper.

D.Parliamo del valore degli oggetti artigianali .Perché si dovrebbe preferire una borsa interamente fatta a mano ? 

Preferirei una borsa fatta a mano per il semplice fatto che hai la possibilità di scegliere il colore, la stampa del
tessuto, personalizzarla come più ti piace, darle la forma che vuoi....

In altre parole hai qualcosa di originale. 

Non sono un commerciante, non vendo le mie borse ma capisco che un oggetto artigianale ha un valore ben diverso di quello industriale proprio per il lavoro che c'è dietro, l'impegno, il tempo che richiede, i materiali e non per ultimo l'originalità di quel prodotto.


D. Ti piace cucinare?

Sì, ma sono più creativa in cucina nei periodi freddi.

Mi diverto tantissimo a inventare ricette e ovviamente mio marito fa da cavia. Invece in estate penso solo al gelato e alle insalate.

Ti dico un segreto...mi sarebbe piaciuto aprire un canale Youtube di cucina ma purtroppo il tempo non me lo consente. Chi sa un domani!?

D. I sogni di Mino sono diventati realtà? o ce ne sono ancora da realizzare
?


Una parte dei miei sogni nel cassetto sono già diventati realtà ma ne avrei altri che ancora aspettano.

Come dico sempre " Se non è stato oggi sarà domani ma prima o poi si avvererà, basta avere un pizzico di fede e pazienza ad aspettare"


***

E noi ti auguriamo di realizzare tutti i tuoi desideri cara Mino e soprattutto di continuare a regalarci i tuoi preziosi tutorial.

A proposito di tutorial vi lascio a questo dove Mino ci insegna a realizzare una tovaglietta all'americana  unendo due tecniche : il cucito e l'uncinetto 





Vi ricordo che potete leggere questa e tutte le interviste anche su latinacorriere.it

Prima di lasciarvi voglio ricondividere con voi (l'ho già fatto su google+ e su facebook) il video di ringraziamento di Sara di Stoffe nel cassetto, che mi ha particolarmente emozionata.



E vi ringrazio tantissimo , perché il successo di questa rubrica , lo dico sempre ,  è solo ed esclusivamente merito vostro.

Un grande abbraccio 

A presto 

Clelia

sabato 15 aprile 2017

Una borsa e ......tanti tanti auguri di Buona Pasqua!

Quando sono particolarmente stanca e stressata , nulla mi rilassa di più del mettere in moto le mani e fare qualcosa. Qualsiasi cosa. Cucinare, cucire, lavorare a maglia o all'uncinetto.

Ecco ciò che ho realizzato in poche ore per scaricare un po' di tensione .


Non è difficilissima da realizzare , è sufficiente prepararsi un cartamodello, procurarsi due tipi di tessuto più uno per la fodera.

Una volta posizionate le varie parti del cartamodello sulla stoffa e sulla fodera ho ritagliato il corpo della borsa, i due laterali che fanno anche da manici , e la tasca.

Non ho lasciato margini di cucitura. Perché la misura per me era sufficiente così.

Per unire le due fasce laterali e realizzare il manico ho utilizzato un anello di metallo


Infine ho montato una cerniera lampo per chiuderla e renderla più sicura.

Mi piace tanto tanto la mia nuova borsa! e a voi?

E ora vi lascio facendovi tantissimi auguri per questa Pasqua .

Io nell'uovo vorrei trovare ....un po' della bambina che ero!

Voi che desiderio avete?

Vi abbraccio

A presto

Clelia



anche su latinacorriere.it

mercoledì 12 aprile 2017

Un tè con l'autore. Intervista a Mauro Fornaro


Oggi voglio presentarvi Mauro Fornaro e il suo blog La scrittura è una cosa seria .

Il nome del suo blog la dice lunga sulla sua grande passione.

Scrive ogni santo giorno, quasi fosse un'ossessione della quale non vuole certo liberarsi.

Un autore che si ispira ai grandi della letteratura nordamericana ma che , pur con uno sguardo al passato e alla tradizione ,non si chiude al nuovo , al progresso. Purché si scriva e si legga molto , le novità vanno sempre accettate. L'uomo evolve, la letteratura evolve con lui.

L'uomo che piangeva in silenzio   è la sua ultima fatica . E' appena uscito e potete acquistarlo qui

La fatica di non pensareSe volessi essere disturbato e Una complessa semplicità  
questi gli altri lavori che potete trovare sempre editi dalla casa editrice Del Faro.




Ma ora vi lascio alla sua intervista. Buona lettura.

***

D. La scrittura è una cosa seria così hai chiamato il tuo blog. La differenza tra scrivere ed essere uno scrittore. 

Penso che scrivere ed essere uno scrittore siano in stretta relazione. 

L’unica differenza è che uno scrittore scrive tutti i santi giorni o quasi, cosa che faccio io, gli altri scrivono solo quando vogliono sfogarsi.

Ma uno scrittore non vuole mai sfogarsi, uno scrittore non può non scrivere ogni santo giorno.


D. Hai un autore preferito , qualcuno al quale ti ispiri quando scrivi? O magari più di uno? 

Da appassionato di letteratura nordamericana non posso che dirti che penso che abbia influenzato molto il mio modo di scrivere. 

Spero di non copiare nessuno e di avere uno stile mio, però Bukowski, Hemingway, Carver, Lansdale, tanto per citarne alcuni, mi hanno aiutato molto a capire cosa sono come scrittore. 

Degli italiani ne cito due non abbastanza valorizzati dal mercato e dalla critica: Italo Svevo e Giuseppe Berto.

D. Meglio un libro cartaceo o uno digitale? Le tue personalissime considerazioni su questo tema. 

Il cartaceo, non ho dubbi! Però il digitale a volte è comodo, quindi perché non accettarlo evitando facili inquisizioni?

D.Un poeta ed un narratore hanno modi diversi di comunicare attraverso la scrittura. La poesia è uno strumento moderno di scrittura secondo Mauro? I rapper potrebbero essere considerati poeti dei nostri tempi?
 

Chiunque può essere poeta, dipende da cosa dice e come lo dice e, soprattutto, in quale periodo storico lo dice.

Molti rapper sono cantanti mancati, più che poeti… 

La poesia è sempre stata attuale per chi ha avuto voglia di andare oltre le emozioni superficiali, sempre lo sarà.


D.E restando in tema musicale , nel tuo ultimo libro L'uomo che piangeva in silenzio citi le canzoni che ti accompagnano durante la stesura delle tue opere : come ti è di aiuto e di ispirazione la musica? 

Mi dà tranquillità e ispirazione, spesso ascolto musica classica mentre scrivo.


D.Si dice sempre che oggi si legge di meno . Pensi sia vero ? Se si , cosa è cambiato nel rapporto tra scrittori e lettori? 

Sì, penso sia vero. Leggere costa tempo e fatica, la gente è concentrata su altro. 

Leggere non è una priorità in Italia e si vede. 

Poi c’è il problema che tutti si sentono scrittori, come allenatori di calcio e giurati di San Remo, ma poi a leggere un libro non si mettono. 

Ti rendi conto? La gente vuole scrivere ma non è disposta a leggere. Cosa da pazzi!

D.Torniamo al tuo ultimo libro ci racconti qualcosa della trama ?
 
E’ la storia, tanto per non andare lontano, di uno scrittore. In crisi con se stesso e con il mondo. 

Capirà solo dopo un po’ che quello che lo ha tenuto vivo, l’amore per le poche persone amate e per la letteratura, lo salveranno.

D. Tempi moderni e moderni metodi di diffusione della cultura: pensi che oggi sia più semplice , rispetto al passato , far arrivare il proprio pensiero , attraverso la scrittura? 

No, anzi. Oggi è facile esprimere una opinione. Ma trasmettere il proprio pensiero più profondo è difficile. 

Come dicevamo prima, la gente non è più disposta a leggere, quindi a capire. Al massimo leggono una decina di parole per farsi un’idea su qualsiasi argomento. 

Lo scrittore è visto come lo sfigato che investe del tempo per buttare giù delle parole invece che divertirsi.

D.Tre consigli a chi volesse iniziare a scrivere.

Il primo è: scrivi! Se dentro ti scorrono parole, falle uscire. Non vergognarti. 

Il secondo è: abbi pazienza e costanza, non abbandonare la scrittura se pensi di poter diventare uno scrittore. 

Non bastano due ore per diventare uno scrittore, a volte servono decenni. 

Il terzo è: scrivi quello che sei, non scimmiottare nessuno. Sii onesto con te stesso e con i lettori.

D.Mauro è nato scrittore o , solo nel tempo, ha scoperto questa sua passione? 

Ho sempre avuto la passione per la scrittura, con gli anni ho scoperto di avere anche un propensione come scrittore, almeno spero!


***

Ringrazio Mauro per aver accettato di essere mio ospite. 

Spero di aver solleticato la vostra curiosità.

Vi abbraccio

Clelia

Potete leggere l'intervista anche su latinacorriere.it




 

lunedì 10 aprile 2017

La casa viola. Il quinto capitolo.

Oggi il nuovo capitolo de La casa viola, il  mio racconto a puntate .

Come sempre qui sotto vi lascio i link dei precedenti capitoli , per rileggerli e riprendere il filo della storia.

I CAPITOLO  

II CAPITOLO

III CAPITOLO

IV CAPITOLO




Capitolo 5

Addii


Si svegliò, come da un incubo. Ma l'incubo era reale! Vero, come era vero che ancora fosse vivo!

Il cielo grigio , carico di tempesta, entrò con la sua luce plumbea nella stanza , intristendone i contorni , rabbrividendo i suoi pensieri.

Forse quello poteva essere un giorno perfetto per lasciarsi andare.

O forse no. Meglio un giorno di sole. 

I cieli azzurri parlano di speranza . E Claudia aveva un disperato bisogno di tornare a sperare.

Sempre più spesso la scopriva a piangere  di nascosto, fingendo improvvisi raffreddori e nascondendo occhi gonfi .

Era incapace di cedere alla rassegnazione.

Marco , invece, aveva accettato il suo destino.

Ma Claudia non sapeva dire addio: dopo tutti quegli anni ,  ancora non superava la perdita del bambino.

Come avrebbe potuto sopportare altro dolore?

Marco però non aveva più tempo: non avrebbe potuto continuare a proteggerla. Poteva solo sperare che il suo piano funzionasse.

Faticò a tirarsi su e a sedersi sul bordo del letto.

Se ne stava lì , coi piedi ciondoloni , rimandando il contatto con il pavimento gelido. 

Gli venne da sorridere pensando a quanto fosse buffo che , avvicinandosi  il momento del grande addio , si fosse trasformato in un vecchio e stanco cupido, pronto a scoccare la sua ultima freccia.

Una volta in piedi , vacillò e la vista si rabbuiò. Fu costretto a poggiarsi alla scrivania , per non cadere .

"Maledetto!" imprecò "Hai proprio fretta di portarmi via..."

Aprì il cassettino dello scrittoio e ne tirò fuori un foglio piegato a metà.

Lo aprì e lesse ciò che lui stesso aveva scritto giorni prima.

Si trascinò fino all'armadio. Ne aprì le ante intarsiate e pesanti in cerca della sua vecchia giacca blu, quella che tanto piaceva a Claudia.

Infilò il biglietto nella tasca interna.

Un sorriso apparve sul viso: era sereno. Ora sapeva che tutto era davvero pronto.

Di nuovo il buio lo avvolse e un capogiro , più intenso del precedente, lo costrinse a raggiungere ancora il letto.

Si accasciò sui cuscini . Senti il profumo del latte caldo e del caffè salirgli alle narici e i passi di Claudia sulle scale.

Sospirò e chiuse gli occhi : una lacrima scivolò silenziosa sulle guance scavate.

***

Erano venuti in tanti a salutarlo per l'ultima volta. Nella sua vita si era guadagnato l'amore  e la stima di moltissime persone.

Claudia li salutò, ad uno ad uno. Sul viso un dolore composto.

Poche parole di circostanza le si strozzavano in gola.

Quando Anna finalmente riuscì a chiudere il pesante cancello si era già fatto buio e le luci del giardino si erano accese, come tante candele silenziose , lasciando finalmente calare un profondo senso di pace.

"Ti preparo una camomilla?" chiese a Claudia che se ne stava immobile sotto il porticato guardando nel vuoto con aria assente.

Lei rifiutò con un cenno della testa poi , con un filo di voce "Vai pure a dormire Anna. Ci vediamo domani...Sei stanca anche tu..."

La ragazza provò inutilmente ad insistere , offrendosi di accompagnarla in camera e di farle compagnia finché non fosse riuscita a prendere sonno.

Ma dovette rassegnarsi: la giornata era stata davvero lunga e pesante. Aveva bisogno di farsi una lunga doccia calda  per lavare via tutta quella tristezza.

Passarono forse altre due ore .

Finalmente , Claudia si decise a rientrare.

Salì fino all'ultimo piano . Fino allo studio di Marco.

Aprì lentamente la porta : tutto era già stato pulito e sistemato.

Tutto era pronto , come se lui dovesse rientrare da un momento all'altro.

Chiuse le persiane .

Diede ancora un ultimo sguardo tutt'intorno.

Spense la luce ed uscì , girando tre volte la chiave nella serratura.


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sabato 8 aprile 2017

Un tè con l'autore. La nuova rubrica. Intervista a Simone Perotti



Non vi piacerebbe conoscere meglio l'autore di quel libro che avete appena finito e che vi è piaciuto tanto?

Non vi basta leggere la biografia sterile e stringata sulla copertina del libro ?

Scrivete e volete farvi conoscere ?

Siete nel posto giusto!

Un tè con l'autore è la casa degli scrittori e il viaggio di tutti i lettori dalla curiosità insaziabile.

Cominciamolo   subito questo viaggio con un autore che adoro!

Simone Perotti  . Mi sono imbattuta in lui , la prima volta guardando una puntata su Cielo Tv di Voglio vivere così . 


Recentemente  sono stata a Roma  alla presentazione del suo ultimo libro Rais

Sono stata felicissima quando ha accettato il mio invito ed ora ve lo presento con grandissima emozione e gratitudine.

D.Ciao Simone . Ti definisci un uomo libero che ama leggere di uomini liberi . In che senso Simone è un uomo libero ? Parlare di libertà, ai nostri giorni , mi sembra alquanto utopico. Come si diventa uomini liberi?

Simone non è un uomo libero, 

Ha vincoli, legacci, paure, teme alcune cose, soggiace ancora a molti condizionamenti, soprattutto interiori. Ma tenta la libertà ogni giorno, e questo dà dignità ai miei giorni. 

Da uomo che non stava tentando, mi sono trasformato,con  un lungo processo interiore ed esteriore,  in un uomo che sta provando tutte le strade verso la libertà, verso l’autonomia, verso l’equilibrio. e in parte, talvolta, ci riesco. 

Soprattutto in due ambiti, che sono per me essenziali per vivere: scrivere, cioè la mia stessa vita. E navigare, cioè la cosa che amo fare per la grande passione che ho della navigazione e del mare.

Di questo, di poter fare professionalmente e integralmente, liberamente, autenticamente, la prima cosa, e appassionatamente, spesso e con grande gioia, la seconda,… ecco, di questo, sono molto felice, mi sento un privilegiato, senza mai dimenticare quanto mi è costato arrivare fin qui.


    D. Adesso bastaè un po' un invito a spezzare le catene , a svincolarsi dal potere politico che ci soggioga con la paura della pecora che abbandona il gregge e si trova sola tra i lupi. Ma la pecora da sola non può farcela se non ha i mezzi per mettersi in sicurezza. Dunque questo libro non è per tutti ma solo per coloro che i mezzi li hanno? Senza soldi..... nessuna libertà?


    Spero che da Adesso basta, e ancor più da Avanti Tutta e da Ufficio di scollocamento, i miei tre libri sul tema della libertà e del cambiamento, si capisca proprio il contrario, cioè che la libertà, il coraggio, le scelte, sono opzioni interiori, a cui segue un ragionamento pratico sui soldi.


    Chi fa quel percorso interiore, poi, si può porre il problema pratico. 

    Chi si concentra sul problema congiunturale del denaro e del resto che gli gira intorno, non può facilmente compiere il percorso interiore. 

    Come per ogni sogno, perseguirlo è un problema di organizzazione mentale, di metodo, di caparbietà, di concretezza, e soprattutto di propedeuticità. 



    Noi non siamo schiavi perché non abbiamo soldi. Siamo schiavi perché interiormente non siamo liberi!


    D. Scrivere può essere un modo per liberarsi ?

    Anche, è una forma di autocoscienza e di confessione interiore.

    Chiarifica, talvolta. certamente sfoga. Ma è uno strumento parziale.

    Più utile a chi legge che a chi scrive.

    Credo che essere liberi consenta anche di scrivere meglio, cose più utili, garantendo il lettore sulla mancanza di condizionamenti dell’autore. 

    Cosa non banale in un’epoca fitta di intellettuali servili.


      D. Parlaci del mare, la tua più grande passione insieme alla scrittura.

      Il mare si descrive male, bisogna viverlo.

      E bisogna avere buoni maestri che ce lo insegnino, come accade per tutte le cose ricche e articolate, a loro modo complesse. 

      Io scrivendo talvolta di mare cerco di aiutare anche chi non lo pratica a comprenderlo, rispettarlo, temerlo e amarlo. 

      Non è cosa semplice, ripeto, ma credo sia molto bella, e anche forse utile.


        D. Quando si scrive occorre necessariamente conoscere ciò di cui si sta scrivendo o si può semplicemente inventare?

        Ecco, io auspico che i lettori non si limitino a chiedere questo a un autore, ma un poco se lo aspettino. 

        Che io scriva della Chiesa, può anche capitare. Che io scriva di montagna e di scalatori, anche. 

        Ma credo che ciò che pratico col cuore da anni, da tanto tempo, sia l’ambito in cui è giusto che io mi muova. 

        Di quel mondo affascinante che io frequento ho capito col tempo molte cose, le ho soprattutto “sentite”. Ed è bene che io di quei sentimenti racconti, di quelle risonanze.

        È anche una questione di autenticità: se io risuono con qualcosa, quelle risonanze sono mie, posso provare a renderle nelle mie sculture e nei miei libri, come nei miei dialoghi e nei miei silenzi. 

        Questo trovo che abbia un’etica, intellettuale ed umana, che può corredare la fiducia che un lettore prova verso i miei lavori.


          D. Quanto è di aiuto per uno scrittore avere fantasia?

          Beh, direi che senza è duretta… 

          Poi, bisognerebbe definire cosa sia la fantasia.

          Anzi, visto che io nell’ immaginazione ci vivo, cosa sia la realtà.


          D. Quando inizi un nuovo libro quali sono le sensazioni che ti accompagnano?

          Grande emozione. Si apre uno spiraglio su un mondo inesistente, che piano piano verrà alla luce e diventerà più vero della realtà. personaggi con cui coabiterò, che conoscerò come fossero i miei migliori amici o i più tragici nemici. 

          La mia famiglia. la mia vita è piena di personaggi già scritti e da scrivere, sono un coro di sodali e nemici con cui devo quotidianamente fare i conti. 

          Uno scrittore è l’uomo più periferico rispetto alla realtà e il più periferico rispetto                 all’ immaginazione, dunque è l’immaginifico più reale e il realista più fantasioso. 

          È un transito, una interfaccia, un filtro, condannato a sentirsi fuori posto dovunque perché qualcuno si senta in sintonia talvolta. una condanna, se vogliamo, ma inevitabile. 

          Non si smette di pensare la scrittura, non meno di quanto sia impossibile provare i sentimenti che ci caratterizzano come individui.

          D.Leggi molto ? Quali sono le tue letture preferite?

          Per anni, per scrivere “Rais”, ho letto e consultato solo documenti del ‘500, storie dell’epoca, portolani, carte nautiche, memoriali, racconti di viaggio. 

          Io più che leggere studio. È dedicato allo studio almeno un terzo della mia giornata diurna. 

          È anche e soprattutto per studiare che io ho cambiato la mia vita. 

          Non potevo continuare ad amare una serie di cose senza dedicare tempo nobile a frequentarle. Era alienante.

          Ma è raro che io legga un libro per puro intrattenimento o per il gusto di passare qualche ora al giorno a leggere.

          Lo faccio, leggendo prevalentemente romanzi, tra un progetto di scrittura e l’altro, per pulirmi la mente. 

          Ora sto leggendo molti autori americani contemporanei, soprattutto della generazione che è scomparsa negli ultimi dieci anni. 

          Ma sto anche attento a non eccedere: se leggo comincio a scrivere in quel modo, sono terribilmente permeabile, e questo è un po' perturbante quando scrivo.

          D. E' vero , secondo te , che ci sono più scrittori che lettori? Scrivere è inflazionato?

          Tutti vogliono scrivere, e questo lo capisco. 

          Pochi vogliono leggere, e questo è preoccupante.

          Quando scrivo più di sette o otto righe sul web l’indice di lettura crolla. 

          Però poi mi scrive una marea di gente per chiedermi di aiutarli a pubblicare. 

          Non so risponderti, credo sia uno dei mali di questa nostra epoca. oltre al fatto che pubblicare qualcosa senza essere uno scrittore è una cattiva pratica. 

          Non comprendo perché uno che poi non abbia deciso davvero di fare lo scrittore debba scrivere. Io non vado in montagna, non sono pratico, dunque non si spiega perché dovrei, una tantum, scalare la Marmolada. Non ne capisco il senso.

          D.Qualche parola su Rais , il tuo nuovo libro.



          Leggilo. I romanzi è molto difficile raccontarli. 

          Se fosse possibile, non servirebbe scriverli. 

          Rais, come ogni grande romanzo, articolato, ricco, è un mondo. Bisogna entrarci. 

          Sono solo molto contento che stia andando bene, che l’editore sia felice, che tanti scrittori lo amino e mi scrivano bellissime lettere per parlarmene. 

          Una grandissima soddisfazione, perché in quel romanzo ci sono io, c’è il mio mondo, c’è la mia sensibilità sul mare, una compromissione fortissima dell’autore. 

          D. I tuoi libri sono diversi tra loro , e questa è una qualità che io apprezzo in chi scrive. Quali sono le storie che ancora non ci hai raccontato? Di cosa ti piace di più scrivere?

          Ho sempre desiderato scrivere un romanzo di fantascienza, poi chissà forse anche un romanzo sull’adolescenza, e magari un romanzo erotico, o una storia surreale. 

          Io sto sperimentando, e la via è ancora lunghissima. 

          Non amo chi sa fare una cosa e la fa identica per sempre. 

          Trovo che i lettori dovrebbero punire questo atteggiamento disertando la lettura di chi scrive sempre lo stesso romanzo. L’ho già letto, perché lo riscrivi?

          D. Quando scrivi? in navigazione? Il mare ti suggerisce le parole ? Quali le tue fonti di ispirazione?

          In mare è completamente impossibile scrivere.

          È come quando adori una donna, non puoi goderti il panorama, hai occhi solo per lei. oltre al fatto che per scrivere io ho bisogno della mia biblioteca, della connessione internet, di silenzio totale, di quiete, di solitudine, tutte cose difficilmente attuabili e reperibili in navigazione. 

          Quando si adora mangiare un piatto di gamberi rossi crudi, è molto difficile dedicarsi a un romanzo che ci sta appassionando molto. Una delle due cose va fatta in un secondo momento, con religiosa concentrazione. 

          Non mi piace chi ama tanto qualcosa e ci si dedica in modo distratto.


            D. Scrittore , ma anche scultore , artista. Presentaci anche questo Simone . Non sarà che la libertà venga dal saper fare con passione e con il cuore ?

            La libertà è un cammino interiore che libera facoltà e talenti. 

            Io assemblo e scolpisco con periodicità materiali trovati in mare e oggetti da lavoro dell’entroterra marino. 

            Mi piace molto ciò che è stato usato, ciò che è rotto, ciò che è stato abbandonato.

            Sono molto vicino, in questo, alla filosofia del Wabi Sabi giapponese. 

            Casa mia, il “Fienile dell’Anima” è una grande creazione Wabi-Sabi. 

            Sono stato in giappone quasi tre mesi, nel 1986, e credo che mi abbia impresso alcune cose nella sensibilità. 

            Ciò che è nuovo, di solito, mi è indifferente. Amo il recupero, il restauro, il riutilizzo, il cambiamento d’uso, la deviazione, la metafora, il collazionamento, il reimpiego variato di destinazione e modalità, il ritrovamento, la citazione, la memoria, il richiamo in vita, la resurrezione, la riparazione. 

            Sono forme di collegamento con una qualche parte di me che vive in un altrove spazio-temporale, di cui con maggiore libertà a disposizione mi sono riappropriato. 

            Anche io mi sono ri-trovato, se vogliamo, anche di me ho fatto un oggetto Wabi-Sabi
            ADRIATICA – 60×30 – LEGNO VECCHIO, ALLUMINIO, ARDESIA ANTICA, RAME, ACCIAIO



            Ringraziando ancora Simone per questa bellissima chiacchierata e per averci permesso di cominciare al meglio questo nostro nuovo viaggio, vi ricordo che se volete essere ospiti di Un tè con l'autore potete scrivermi a io.clelia@gmail.com.

            Vi aspetto .

            A presto 

            Clelia

            Potete leggere l'intervista anche su latinacorriere.it