I MIEI LETTORI

giovedì 25 maggio 2017

La casa viola. Capitolo Ottavo


Eccomi finalmente con l'ottavo capito della mia storia.

Vi lascio come sempre i link ai capitoli precedenti per consentirvi di recuperarli nel caso in cui non li aveste ancora letti o voleste semplicemente riprendere il filo del racconto.








Non mi resta che augurarvi buona lettura .






Capitolo ottavo

L'incidente


Greta era consapevole del fatto che stava cacciandosi in un guaio: ma non ne poteva più di passare tutti i suoi pomeriggi chiusa in casa.

Sara era ancora impegnata con i preparativi per la cena.

Approfittò di un momento in cui dava le spalle alla finestra e sgattaiolò fuori del giardino , aprendo appena il cancello per non farlo cigolare.

Luna aprì gli occhi e si voltò a guardarla , silenziosa. Quindi guardò verso la casa , forse per assicurarsi che Sara vedesse ciò che stava succedendo.

Svogliatamente si alzò, decisa infine a seguire la bambina.

"Silenzio Luna!" l'ammonì Greta quando la raggiunse abbaiando per attirare la sua attenzione.
"Se ci scoprono sono guai..."

Luna la guardò con aria interrogativa e prese a camminare accanto a lei .

Greta aveva visto il ponte che univa le due sponde del canale fiancheggiante la  casa dalla finestra della sua camera.

Aveva invidiato quelle famiglie in bici , che percorrevano il sentiero in direzione del lago e aveva più volte immaginato di unirsi a loro .

Affrettò il passo, continuando a guardarsi le spalle , nel timore che Sara la stesse già cercando.

"Forza Luna, voglio arrivare fino al lago"

La cagnolina corse fino al ponte e una volta lì iniziò ad abbaiare scodinzolando , invitando Greta a raggiungerla.

Insieme lo attraversarono e si ritrovarono sul sentiero completamente deserto a quell'ora.

Il sole iniziava a tramontare , c'era ancora luce a sufficienza per andare e tornare , pensò la bambina.

Tuttavia accelerò il passo .
Ci vollero una decina di minuti per arrivare fino alla spiaggia.

Non c'era nessuno , fatta eccezione per un pescatore , intento ad infilare l'esca ad un amo.

Greta raccolse un bastone da terra .

"Dai Luna , prendilo"  disse lanciandolo nel lago.

Sulle prime Luna pensò di accontentarla, ma quando vide cadere il bastone in acqua, tentò un timido approccio con il freddo elemento e si ritrasse , decisamente convinta a a lasciare il bastone al suo destino.

"E dai pigrona!" la schernì Greta ridendo.

Quindi iniziò a correre su e giù per la riva . Le scarpe  si stavano riempiendo di terra , così decise di toglierle posandole sull'erba, lontane dall'acqua.

A piedi nudi pensò di bagnarsi.

"Brrr ...è freddissima!" esclamò camminando praticamente sulle punte "Hai ragione a non volerti bagnare Luna"

Il pescatore si voltò verso di loro , lo sguardo accigliato e infastidito dalla confusione che quel cane e quella ragazzina stavano facendo , spaventando i pesci .

Indifferente Greta lo salutò con un cenno della mano e riprese a rincorrersi con Luna.

Il pescatore bofonchiò qualcosa e riprese a fissare le acque calme del lago.

La bambina vide un pontile che dalla riva arrivava fino al centro del lago , al quale erano ormeggiate piccole barche e alcuni pedalò che i turisti utilizzavano per le loro escursioni.

C'era infatti, sulla riva , all'ombra dei pioppi, una piccola costruzione in legno , e un cartello che spiegava come noleggiare una barca o un pedalò e illustrava le tariffe orarie.

Ovviamente a quell'ora era tutto chiuso. Anche un piccolo bar , che probabilmente restava aperto solo durante le ore in cui la spiaggia era frequentata dai turisti.

Greta cominciò a camminare sul pontile , incitando Luna a seguirla. Ma la cagnolina non voleva saperne di passare su quella specie di passerella traballante e rimase sulla riva abbaiando , per richiamare indietro la bambina.

Il pescatore voltò appena la testa verso di loro , scrollando le spalle , infastidito , pensando che se si fossero cacciate nei guai se la sarebbero dovuta sbrigare da sole: non aveva tempo da perdere lui!

Greta continuò a correre sul pontile, voltandosi di tanto in tanto per assicurarsi che Luna avesse preso a seguirla e per continuare ad incoraggiarla.

Un gabbiano si posò proprio alla fine del pontile , subito seguito da una cornacchia.

Greta li vide stare lì , a lasciarsi dondolare .

Pensò che forse avrebbe potuto anche toccarli , se non avessero avuto paura di lei

Quindi rallentò il passo e iniziò ad avvicinarsi a loro piano piano , quasi in punta di piedi.

Era giunta proprio vicina , le bastava allungare una mano per poter toccare la testolina del gabbiano .

I due uccelli sembravano guardarla incuriositi.

"Buoni uccellini , non vi muovete, voglio solo accarezzarvi un po' " disse loro , sporgendosi in avanti con la manina tesa .

La cornacchia fu la prima a spiccare il volo ,gracchiando e raggiungendo la riva .

Il gabbiano rimase ancora un po' lì , con i suoi occhietti neri , curiosi e stupiti.

Greta si allungò ancora , lo aveva quasi raggiunto , quando il pennuto pensò bene di spiccare il volo. La bambina, completamente sbilanciata in avanti,  perse l'equilibrio e cadde goffamente in acqua. 

Il pescatore che aveva seguito tutta la scena con apprensione e fastidio balzò in piedi e raggiunse il pontile correndo in direzione di Luna che ora abbaiava , spaventata dalle grida della bambina.

L'uomo non ci pensò un momento e si buttò in acqua . Raggiunse la piccola che aveva smesso di gridare nel tentativo di restare a galla : ma la paura , e l'acqua fredda avevano già preso il sopravvento e la bambina stava per scomparire nelle acque scure del lago.

Il pescatore la raggiunse giusto in tempo .L'afferrò e cerco di trascinarla verso il pontile .

Tentò di risalire , ma il peso della bambina e dei vestiti zuppi , gli impedivano di avere agilità nei movimenti.

Tuttavia , sebbene a fatica , riuscì a tirare su la bambina e a poggiarla sul pontile .

Quindi salì anche lui : Greta aveva perso conoscenza .

Sicuramente era solo sotto choc: era infatti riuscito a raggiungerla proprio un istante prima che la testa scomparisse sott'acqua.

Si guardò intorno . Non c'era anima viva. Stava iniziando a calare la sera . Un vento lieve accarezzava i pioppi e la superficie del lago , increspandola appena e facendo dondolare ancor più il vecchio pontile.

Il pescatore prese  in braccio Greta e si affrettò a raggiungere la riva , dove Luna non aveva smesso di abbaiare neppure un secondo.

Appena posò la bambina sull'erba , il cane iniziò ad annusarla e a leccarla.

"Tranquilla " le disse il pescatore con una carezza sulla testa . Fortunatamente non è successo nulla di grave . Sta bene. Dobbiamo solo portarla al caldo e toglierle questi vestiti bagnati."

Fu allora che realizzò di non sapere nulla di loro e di non avere idea di dove potesse accompagnarle.

Poi gli venne in mente che il posto più vicino era il Bed and Breakfast Fiore.

Forse loro conoscevano la bambina , magari era un'ospite della struttura.

Si affrettò a raggiungere la sua Ape ,parcheggiata alla fine del sentiero , prima dell'inizio della spiaggia, seguito da Luna che non perdeva di vista Greta neppure per un momento.

L'uomo adagiò la piccola su una coperta che teneva sul pianale per quando le serate si facevano più fresche e prolungava i suoi pomeriggi di pesca fino a tardi.

Fece cenno a Luna di salire anche lei .

Il cane si accovacciò vicino alla bambina ,poggiandole la testa sulla pancia.

L'uomo raccolse in fretta la sua attrezzatura e partì in direzione del Bed and Breakfast.



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puoi leggere questa storia anche su latinacorriere.it

martedì 23 maggio 2017

Un tè con l'autore. Intervista a Claudio Colombrita


Il tè oggi lo prendiamo con Claudio Colombrita , un giovane autore , al suo esordio come romanziere.

Mettetevi comodi e godete ogni singola parola della sua intervista : vi arriverà dritta al cuore, così come il suo sorriso e il suo coraggio.

Impegnato nel sociale, Claudio fa  della scrittura la sua personalissima arma contro la noncuranza così dilagante ai nostri giorni.

Il suo blog invita alla sensibilità , a lasciar parlare il proprio cuore e la propria anima, senza aver timore di esternare i propri sentimenti.

Dopo averlo conosciuto vi scoprirete a leggere i suoi articoli con bramosia . Uno dietro l'altro. E vi sentirete bene, come se aveste preso un qualche farmaco miracoloso. Mentre vi sarete soltanto lasciati coccolare l'anima e avrete imparato ad ascoltare i battiti del vostro cuore.

A me Claudio ha fatto tutto questo.

Vi lascio all'intervista , certa che la magia si ripeterà.




  • Benvenuto Claudio, cominciamo parlando un po' di te, della tua formazione e di come è maturata l'intenzione di scrivere un libro.
 29 anni, 30 ahimè proprio tra pochi giorni, il 15 maggio, quando presenterò a Catania il mio primo romanzo "Cellule Impazzite"


Laureato in legge, un percorso nel giornalismo iniziato quando avevo 18 anni, una passione per la scrittura atavica, sin da quando, a pochissimi anni, riempivo quaderni interi di pallini incomprensibili. Un modo per esprimere la creatività quando ancora non sapevo scrivere. 

L'idea del libro nasce da lontano, quando poco più che maggiorenne sono entrato a far parte dell'Abio, Associazione Bambino in Ospedale, come volontario.

Dalle ore passate in reparto con i bambini è nata un'idea, concretizzatasi in pochi mesi lo scorso anno.

  • Hai studiato legge ed ami il giornalismo , ma ne ha una visione tutta tua: ce ne parli?
Amo il giornalismo che cerca di dare risposte concrete, il giornalismo che si sporca le mani e vive in mezzo alla gente, amo raccontare le storie di tutti i giorni cercando di lanciare un messaggio che possa essere recepito da quante più persone possibili.

Purtroppo ormai vanno di moda solo i pettegolezzi, articoli dal titolo accattivante raccolgono l'interesse del pubblico mentre gli approfondimenti curati spaventano e destano poco interesse. 

Il giornalismo nasce e muore in mezzo alla gente, bisogna sfruttare un veicolo potentissimo per lanciare messaggi.
  • Il tuo blog è un inno alla esternazione della propria sensibilità : è così difficile al giorno d'oggi essere se stessi? Pensi che si viva quasi tutti in un 'enorme finzione , quasi scrivendo ogni giorno un copione , indossando maschere e nascondendo i nostri veri sentimenti ?
La sensibilità non è un reato", il mio blog, è un piccolo atto di coraggio di chi ha deciso di riporre nel cassetto la propria maschera cercando di vivere appieno le sue emozioni e la sua natura.

Non è un percorso facile ma graduale, è estremamente affascinante seguire il proprio richiamo, imparare ad ascoltare di nuovo se stessi.

La sensibilità spaventa, della sensibilità ci si vergogna. 

Viviamo impregnati da luoghi comuni come "Un uomo vero non deve mai piangere", ma sono tutte fesserie che ci fanno comodo, perché lasciare spazio alla propria sensibilità espone nello stesso tempo a grandi rischi e a grandi soddisfazioni.



  • Come si diffonde il culto della sensibilità?

Il culto della sensibilità si diffonde in tutti gli angoli della società.

I genitori, invece di aspirare ad avere il figlio perfetto, bravo a scuola, inserito nella società, dovrebbero curare più il suo lato umano.

La scuola può portare all'attenzione degli studenti veri e propri esempi di sensibilità, di vite eccezionali che sono rimaste impresse nella mente e nella storia.

La scrittura può avere un'eco importante. 

La sensibilità fa parte dell'educazione, fa parte della vita, anche se molti tendono a individuarla come una cosa contro natura, un vero e proprio "reato".



Baccalà tutta la vita!

Sono un sognatore, non mi rassegno ad indossare la maschera che ha scelto per me la società ma provo a scovare tutti i modi possibili per vivere della mia creatività.

Viaggio con la mente insieme ai bambini, gioco con loro e mi metto alla pari.

Se potessi fare un patto col diavolo gli chiederei di farmi tornare bambino, dove tutto era più facile, dove potevamo essere tranquillamente noi stessi.
  •  L'empatia che ti porta ad essere così sensibile , tanto da sentire la sofferenza di chi è assolutamente lontano da te è un dono o si può cercare in fondo ai nostri cuori e farne un nostro personale valore aggiunto?
Credo fermamente che tutti siano dotati di sensibilità. 

La differenza la fanno le montagne che buttiamo sopra essa per affossarla o seppellirla.

La sensibilità fa paura, meglio metterla a tacere. 

La sensibilità ci porta a soffrire e gli essere umani fuggono dalla sofferenza. 

La sensibilità è un dono, una dote che tutti possediamo e nella logica dei pro e dei contro è una bellissima caratteristica, che ti porta ad essere vivo, che ti fa sentire un ingranaggio di un mondo in cui tutti siamo pedine indispensabili.

  • Quante volte al giorno dici "ti voglio bene?"
Devo essere sincero e devo dire che il "ti voglio bene" è un'espressione non facile da dire, anche per una persona sensibile come me.

A volte abbiamo paura di una reazione (che può essere solo positiva), ci sentiamo troppo grandi per ciò che riteniamo ormai patetico.

Sono migliorato, il percorso è graduale, adesso trovo sia un'espressione bellissima, da dire e non reprimere. 

Forse non la dico spesso, ma credo di dimostrarla con i fatti.
  • Raccontaci qualcosa della tua esperienza nel mondo del volontariato
Il volontariato è ed è stato il filo conduttore della mia vita, ciò che realizza e dona un senso alla mia vita.

Faccio il volontario Abio negli ospedali da più di dieci anni, scrivo spesso articoli legati al mondo del volontariato. 

Sono stato praticamente ovunque e ho scoperto mondi meravigliosi. 

La straordinaria sensibilità del mondo Down, la ricchezza d'animo dei clochard, le mille storie bellissime raccontate dai bambini malati, il mondo immaginario e pieno di colori dei non vedenti, il misterioso e affascinante universo dei ragazzi autistici. 

Ho trovato persone magnifiche tra i volontari e i pazienti, ho trovato linfa per crescere, per essere un uomo migliore.
  • Il valore di un sorriso
Il sorriso ha un valore inestimabile.

Non puoi quantificare il benessere che ti porta nelle giornate di tristezza, ti apre un mondo nuovo, un nuovo modo di pensare, allevia la sofferenza, ti rende felice.

Ridiamo troppo poco, perdiamo grandi occasioni tutti i giorni.
 
  • Parlaci di "Cellule impazzite".C'è qualcosa di autobiografico nel tuo romanzo? 
"Cellule Impazzite" è il mio primo romanzo e racconta di un intreccio di storie tra i due protagonisti Luca e Clara, il primo volontario di un'associazione in ospedale, la seconda paziente malata di leucemia. 

Sono poco più che adolescenti, presi dunque dalle problematiche tipiche, dai grandi amori e dalle grandi sofferenze. 

Sono cellule impazzite, si alternano nei loro alti e bassi fino ad incrociarsi. 

Nasce allora una nuova vita, con tutte le difficoltà del caso, con colori nuovi, con emozioni sorprendenti. 

In "Cellule Impazzite" nulla è scontato, proprio come nella vita.

La mia lunga esperienza di volontariato ha dei riflessi inevitabili nel romanzo, le storie dei bambini, grandi insegnamenti per tutti, sono vissute sulla mia pelle, un tesoro che non potevo non condividere.
  • Quale messaggio vorresti arrivasse ai tuoi lettori?
Vorrei che il lettore di "Cellule Impazzite" subisca effetti positivi dalle storie di Luca, Clara e dei bambini ricoverati in ospedale.

Vorrei lanciare un messaggio di speranza, sottolineare il ruolo fondamentale dell'amore, verso il prossimo, verso il proprio compagno/a, verso i propri genitori, verso l'umanità intera.

Anche in "Cellule Impazzite" c'è una sensibilità che prima è nascosta e poi emerge in tutto il suo splendore: fare volontariato non è l'unica soluzione possibile per riscoprirsi ma è sicuramente vantaggiosa. 

Il volontario dona e riceve, così come i pazienti, eroi in un destino che non si sono scelti.
  • Hai già in mente una nuova storia?
Ho in mente due nuove storie, una che lega sensibilità e religione e un'altra che sulla scia di "Cellule Impazzite", narra la vicenda intrecciata di due protagonisti.

Presto prenderò la decisione su quale strada percorrere. Ho già abbozzato qualcosa.
  • Quanto è importante scrivere per te?
Scrivere è vita, è rispetto per la mia persona, è la mia più grande passione, è quello che so fare meglio.

Ho provato a vivere più di concretezza che di scrittura, sono stato male, sono morto dentro.

Ho capito che non ne posso fare a meno, ho capito di avere un piccolo ruolo da ricoprire, per il mio benessere e, speriamo, per il benessere di altre persone


Con queste parole e con i profondi messaggi che Claudio ci ha regalato raccontando di sé, voglio lasciarvi e darvi appuntamento a prestissimo, felice di avervi potuto presentare una persona tanto speciale.

Un grande abbraccio a tutti voi 

Clelia

Intervista presente anche su latinacorriere.it

venerdì 19 maggio 2017

Una bella maglia estiva ad uncinetto : un video tutorial regalo

Un post brevissimo , solo per ringraziare Francesca del bel pensiero che ha dedicato ai lettori di "Intervista col creativo!". Se non vi ricordate della sua intervista o se non l'avete ancora letta , potete farlo qui.



Eccovi il video che ha pensato per noi. Una bellissima maglia ad uncinetto .





Pronti a cimentarvi nella sua lavorazione ? Seguendo le istruzioni di Francesca sarà un gioco da ragazzi .

E volete mettere la soddisfazione di indossare un capo completamente fatto da voi ?

Vi auguro un bel fine settimana , pieno di tutte le cose che vi piacciono di più...

Un abbraccio

Clelia

mercoledì 17 maggio 2017

Intervista col creativo! Anno secondo.La poetica arte di Claudia


Quando ho intervistato Claudia , ho dimenticato di chiederle da dove avesse preso ispirazione per dare il norme alla sua Pagina Facebook , che è poi anche un marchio, il marchio della sua produzione.

Poi ho scoperto che Taigete è una stella e allora ho pensato che mai nome fosse più indicato per le sue straordinarie creazioni , che sembrano doni del cielo.

Magiche , colorate, vivaci , e piene di poesia.

Sono sicura che sarete d'accordo con me.

Conosciamo meglio la creatrice di queste meraviglie .


D. Come prima cosa , Claudia ci racconti qualcosa di te?


Ho 52 anni, 2 figli, 1 marito. Ho la maturità classica, sono laureata in Scienze dell’ educazione e della formazione. 

Amo la musica, l’arte, leggere saggi di filosofia e psicologia, poi ho questa passione che non saprei definire con una sola parola: mi piace modellare piccoli e insignificanti pezzetti di stoffa colorata, trasformandoli in minuscoli fiori trapuntati, bamboline, gnomi, folletti, cuccioli coloratissimi e brillanti.




D. Come nasce Taigete  e la tua passione per quelli che tu definisci "bassorilievi di stoffa"?

Tutto cominciò da piccolissima.

La mia fortuna è stata avere una nonna sempre al mio fianco, presente nei giochi e presente col suo affetto. 

Era una sarta e si divertiva ad insegnarmi tanti piccoli trucchi del mestiere, cosicché potessi confezionare con le mie mani i vestitini delle mie bambole ma poiché ero una bimba molto curiosa e piena di fantasia andai oltre i suoi insegnamenti e a nove anni potevo già vantare il mio primo trapianto di capelli, prelevati dalla testa mozzata della bambola Michela (quella che cantava con i dischetti in vinile dietro la schiena) e inseriti perfettamente, con un grande ago da lana, sulla  testa di una Barbie Coiffeur, rimasta calva dopo ripetuti esperimenti di hairstyling. 

A queste prime esperienze negli anni se ne sono aggiunte molte altre e, tra un esperimento e l’altro, si arriva ad oggi e alle mie minidoll.  

Le bamboline che cucio sono piccolissime, si va dai 10 mm dei neonati e dei cuccioli a un massimo di 35 mm, ma queste già sono bamboline “grandi”, le più grandi della mia collezione. 




Sono gnomi, sono angeli, personaggi delle favole.

Come piccoli gioielli  vengono montati su spille, ciondoli, bracciali o fermacapelli. 

Mi piace vestirle con pizzi, merletti, raso, seta, velluto e ricami con perline in cristallo swarovski. 

Per i loro vestiti e le acconciature traggo spunto e ispirazione guardando i quadri dei pittori dell’800, perché mi affascina il modo garbato con cui ritraggono donne elegantissime, giocando con i colori più brillanti e sfumandoli con maestria. 

Il momento che richiede più pazienza e sangue freddo è quello in cui decido di fare micro treccine e molto spesso queste diventano la base per  acconciature ancora più elaborate.

D.. Puoi descriverci le emozioni che ti pervadono quando crei una delle tue bamboline?

Mi piace immortalare, meticolosamente, ogni passaggio della lavorazione, dedicandomi così a un'altra mia passione, quella per la fotografia.

Il confronto della prima foto del processo, quella con i pezzetti di stoffa ritagliati e piccoli come coriandoli, con l’ultima, quella in cui per magia prendono forma diventando “esserini” quasi perfetti, è sempre motivo di grande emozione. 

Sì questo effettivamente è il momento più alto, sembra quasi di aver fatto una magia, di quelle che fa solo una fata con la bacchetta magica!



Un altro momento emozionante è quello della condivisione, nei socialnetwork riesci veramente a capire quanto tu abbia superato te stesso e i like sono un incentivo a far sempre meglio, alimentando autocompiacimento ma anche una sana fervida fantasia.

D.  Quando ho visto i tuoi lavori mi sono convinta che la tua fosse più che altro una formazione artistica e invece ho letto che hai una formazione assolutamente classica: la creatività dunque è un dono innato ? quando ti sei scoperta creativa?

La mia fantasia è storica, è nata insieme a me, credo che sia frutto dell’ambiente in cui ho vissuto la prima infanzia.

Sono stata una bambina molto fortunata, trascorrevo le mie vacanze estive con la nonna paterna in una casa di
campagna, in Pianura Padana.

Potevo giocare liberamente dalla mattina alla sera con i figli dei contadini che avevano le fattorie confinanti con la casa dei miei nonni e lì fantasia e creatività non mancavano mai.

I giochi si inventavano: la casetta sull’albero, il giardinetto con i fiori, il nascondino tra le piantagioni di granoturco, le vendemmie, le bambole costruite con stracci, paglia e pezzetti di legno.

Il sogno di ogni bambino.

D. Come era Claudia da bambina? Le piacevano le bambole?

Da bambina ero una trascinatrice di folle. 

Ero quella che inventava nuovi giochi, ad esempio le spedizioni notturne con torce e candele nelle casette abbandonate nei campi.

La costruzione di manufatti di vario tipo per andarli poi a vendere. 

Gli scavi “archeologici”, nei pressi delle abitazioni (sempre in Pianura Padana) per cercare i resti di cocci di tazze o vasi dei bisnonni dei trisavoli. 

Organizzavo spettacoli, simili a quelli del circo: io ero l’acrobata (facevo ginnastica artistica e danza classica dall’età di sei anni) e poi gli altri bambini facevano i clown, i giocolieri. Inserivamo nei nostri numeri anche cani, gatti, conigli, papere. 

Le bambole mi piacevano ma non erano al primo posto nei miei pensieri.

D. C'è un sogno che tieni chiuso nel cassetto?

Sì, riuscire a replicare, con la mia tecnica, i particolari dei quadri che più amo. Questo è il mio sogno, per ora.


D. Una delle creative che ho intervistato sostiene che creare rende liberi : tu cosa pensi in proposito?

Per me fare una bambolina o dei fiori e trasformarli in una spilla equivale a raccontarmi una favola. 

Quando inizio il mio lavoro non so mai, esattamente, come andrà a finire, c’è sempre l’emozione della sorpresa: via via scelgo i particolari da inserire, i colori da aggiungere, il merletto o l’organza, la perlina rossa o quella turchese, fino all’ultimo non si sa come andrà finire e il finale è sempre bello.




D. Quando non crei capolavori ,  a cosa ti piace dedicarti

Faccio lunghissime passeggiate in montagna, in generale adoro camminare. 

Cerco di visitare tutte le mostre possibili, che si svolgono nella mia città, adoro l’arte, di qualsiasi epoca, ma in modo particolare quella Rinascimentale e quella del periodo Romantico. 

Leggo molto, preferibilmente saggi.  

Ascolto musica classica: Beethoven, Mozart, Erik Satie ma anche Ennio Morricone, Ryuichi Sakamoto, Burt Bacharach.


D. La tua canzone preferita?

Mercy Bocù di Sergio Caputo, la trovo deliziosa, simpatica, dà tanta leggerezza e spensieratezza già dal titolo, scritto in francese “maccheronico”.

D. Un profumo ( nel senso di odore ) che ti riporta alla mente un momento bello della tua vita .

Il profumo dei campi in estate. Mi ricorda mia nonna, le favole, i giochi più divertenti, la spensieratezza dell’infanzia.


E' stata pura emozione conoscere Claudia. 

Soltanto leggere la sua intervista ti trasporta in un mondo fatato. 

Se poi ci soffermiamo ad ammirare le sue creazioni , non possiamo che restare affascinate dalla meticolosità e dalla precisione con le quali riesce a realizzare personaggi degni delle fiabe più belle .






E' bello chiudere gli occhi ed immaginare di essere con lei , a correre nei campi , o intenti a scoprire folletti nelle notti d'estate

Grazie Claudia , per averci portato nel tuo mondo e averci dato l'opportunità di tornare bambini!

Un grande abbraccio a tutti voi 
  

Clelia

intervista pubblicata anche su latinacorriere.it

sabato 13 maggio 2017

Auguri a tutte le mamme

A mia madre


Siamo così lontane l'una dall'altra
e talmente vicine che il tuo è anche il mio respiro

Il tuo pieno è il mio vuoto
il mio bianco il tuo nero

ci respingiamo con amore
ci cerchiamo con rabbia.

Ogni goccia del nostro sangue ci unisce e ci divide al tempo stesso
la battaglia è continua e senza vincitori

il tempo è vittima e carnefice
inesorabile si assottiglia 
e diviene un fragile ponte tra le nostre anime, madre mia.


Con questa poesia voglio fare i miei auguri a tutte proprio tutte le mamme ! 

E voglio farvi anche vedere le borse che ho cucito per la mia .

Che ne dite? Quella a sinistra l'ho fatta con lo stesso cartamodello utilizzato per la borsa di cui vi avevo parlato in questo post. Nella foto i colori non sono molto vivi , ma dal vivo sono più belli: tre gradazioni di beige, verde e panna.

Quella di destra invece seguendo questo tutorial della nostra amica Mino Nicole , ve la ricordate?

Ne ho fatta una uguale anche per me.

Ancora litigo con la macchina da cucire , ma non mi arrendo! 

E poi fare borse mi piace così tanto che ho già in mente di farne tante altre . Vi terrò aggiornati. 


Buon sabato sera e felice festa della mamma!

Vi abbraccio 
Clelia


lunedì 8 maggio 2017

Intervista col creativo! Anno secondo. Lisa e il suo romantico mondo ad uncinetto


Lisa ha uno sguardo dolce , da bambina. E un sorriso che mette di buonumore. E' molto comunicativa e sprigiona creatività da ogni poro . Non vedevo l'ora di presentarvela.


Benvenuta Lisa , mi piacerebbe conoscere un po' la tua storia di creativa. Come è nata questa tua passione per i lavori artigianali?

Ciao Clelia e ciao a tutti voi! Grazie per ospitarmi nel tuo blog! 

Come molte creative, la mia passione per i lavori manuali e per la creatività in generale, è nata da piccola a circa 6 anni. 

A scuola,una volta a settimana, ci insegnavano i punti base dell' uncinetto, punto croce, macramé e cucito.

A differenza delle mie amiche, che si fermavano a praticare solo il minimo necessario per la scuola, io chiedevo avanzi di gomitoli a mia mamma e raccoglievo bottoni e pezzetti di stoffa per giocare e creare di mia fantasia. 

Ho quindi continuato ad imparare da mia mamma, dalle mie nonne ed in particolare da mia zia Maria.

Con Youtube ed internet mi si è aperto ancora un'altro mondo per imparare nuovi punti, che fino a pochi anni fa non si trovavano nelle riviste di uncinetto!

Quello che amo di più, è creare nuovi design e modelli, che metto a disposizione nel mio shop su Ravelry per altre creative. 

Ho letto che suoni il pianoforte: la musica che ruolo ha nella tua vita? Quanto è di ispirazione per le tue creazioni?

Se mi chiedi, che ruolo ha la musica per la mia vita, posso solo risponderti che ha un ruolo troppo importante per me. 

Da ragazzina quando tornavo da scuola, tutti i giorni prima di fare i compiti, mi sedevo al mio piccolo organo elettrico, che un caro amico ci aveva regalato, ed era il mio modo per rilassarmi, per togliermi di dosso tutto lo stress e le ansie. 

Suono il pianoforte ed il violino, un po' di chitarra ed il flauto... se potessi, mi riempirei la casa di tutti gli strumenti perché mi piacciono tutti! 

Fare musica è per me un modo per esprimermi senza parole e ancora oggi, quando mi sento triste, mettermi al pianoforte, è il modo migliore per me per ritrovare l'equilibrio.


CrochetRomance è la tua pagina su facebook.  I tuoi lavori sono indirizzati alle donne e alle loro piccole principesse : così recita il messaggio di benvenuto. Quanto è romantica Lisa?

É molto difficile parlare di se stessi o inquadrarsi in modo definitivo, perché siamo creature fatte con tantissime caratteristiche ed ambizioni. 

Allora tempo fa, quando dovevo decidermi per una linea di produzione, per uno stile ben definito per il mio negozio su etsy  , ho fatto un'inchiesta tra i miei amici e familiari, chiedendo di descrivermi con poche parole. 

La risposta è stata sorprendente: il 99% mi ha giudicato come “dolce” e “romantica”, (il mancante 1% dice che sono intelligente :-) ) e da allora non ho più avuto dubbi sulla strada da percorrere.

Amo i bambini e non vedo l'ora di averne dei miei. Nel frattempo, cerco di trasmettere tramite le mie creazioni, tutto il mio affetto alle giovani mamme nei momenti più belli della loro vita: vedere i loro figli crescere!

Ti piacerebbe che il tempo rallentasse e magicamente tornasse indietro , all'epoca in cui il romanticismo e i tempi lunghi concedevano a tutti di potersi concentrare di più su quanto di bello la vita può offrirci? E' questo il messaggio che vuoi inviare a chi si interessa alle tue creazioni?

Si, vorrei che tutti noi imparassimo a rallentare più spesso, a fermarci, ad alzare lo sguardo verso il cielo, ammirare le stelle di notte, fare respiri profondi e vivere coscientemente il momento. 

Spesso siamo presi da mille cose e viviamo nel “domani” o nel “passato”, senza renderci conto che la nostra vita è “adesso”!



Se Lisa fosse un personaggio di altri tempi , chi sarebbe?

Senza dubbio, Laura Ingalls di La Casa nella Prateria :-) Mi piacerebbe vivere in quei tempi, dove ancora ognuno coltivava con le sue mani, dove c'erano i carri ed i cavalli al posto delle macchine e quando la domenica si andava in chiesa.

Quali sono i colori che preferisci utilizzare per le tue creazioni , se ne esistono di preferiti ovviamente.

Sicuramente tutti i colori tenui, in particolare le tonalità del viola, ché il mio colore preferito.

Per l'estate amo usare colori un più freschi e per gli accessori da casa le varie tonalità del blu, che sono molto rilassanti.

Ti piace leggere ? Quale è stato l'ultimo libro che hai letto?

Ultimamente non leggo molti libri (l'ultimo un'anno fa, un libro di David De Angelis “Come migliorare la tua vista senza l'utilizzo degli occhiali”) , ma faccio spesso ricerche su internet, dove leggo sopratutto articoli informativi sulla salute naturale, su alternative alla medicina tradizionale e cerco di integrare queste informazioni nella mia vita. La mattina mi piace leggere un piccolo passo della bibbia e fare una preghiera, per iniziare bene la giornata.

Hai vissuto in Germania e ora vivi in Italia: paragoni e differenze di due modi di vivere che forse non sono troppo simili tra loro. E cosa ti sei portata di buona dalla tua esperienza tedesca ? Cosa invece hai trovato qui, in Italia, di positivo per la tua passione creativa?


Paragoni e differenze... hmm, forse dovrei scrivere un libro su questa tematica, perché c'è molto da dire! 

Mio padre è siciliano e mi sono sempre sentita italiana, anche se sono nata e cresciuta in Germania.

Ho sempre sognato di vivere in Italia, e questo sogno si è avverato. 

Adoro il clima, la natura, il buon cibo e la cordialità degli italiani. 

Per quanto riguarda la mia passione di uncinetto, in Italia abbiamo sicuramente alcuni dei filati più pregiati del mondo; la qualità dei filati italiani che uso spesso per creare gli accessori da donna, è imbattibile. 

La Germania mi ha dato le basi, le tecniche, in Italia invece trovo più ispirazione per creare nuovi modelli e provare nuovi punti.

Ecco , questa è Lisa . Una creativa davvero preziosa , che sono sicura vi ha già conquistato.

Ha lasciato un regalo per voi che mi seguite, un buono  per scaricare uno dei suoi splendidi pattern gratuitamente dal suo e-shop su raverly

Il codice del buono è BLOG4FREE17 . Il buono è valido fino alla fine del mese di maggio.

Io invece il mio regalo l'ho già avuto. 

Lisa ha voluto ringraziarmi per averla invitata ad Intervista col creativo con questa 



Non è fantastica ? Non potete immaginare l'emozione quando mi è arrivato il suo pacchetto....



Guardate che bella confezione! E poi il suo biglietto : un bellissimo pensiero che terrò conservato a ricordarmi quante emozionanti esperienze mi abbia regalato questo mio piccolo angolo sul web.




Ora vi abbraccio e vi lascio tranquilli alla scoperta di Lisa e delle sue splendide creazioni.

Baci 

Clelia

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